home page » tesi di laurea » descrizione del lavoro

home page

informazioni personali | tesi di laurea | spazio webmaster | link utili

Descrizione del lavoro


Tesi di laurea


La narrativa barocca, continente inesplorato

L'anatema di matrice crociana sul secentismo, e in particolare sulla narrativa barocca, ha provocato una generale rimozione di questa breve ma intensa stagione, che per tutta la prima metà del 1600 ha assunto i caratteri propri della moderna industria libraria.

Il relativamente recente recupero, nella dimensione antologica, di tale forma letteraria, è stato sì meritorio ma oggi insufficiente; alcuni esiti di impronta complilativo-notarile, oppure le tautologie pitagoriche dello strutturalismo integralista, indicano quanto grande sia il lavoro da compiere per la ricerca, il recupero e il vaglio stilistico di testi consegnati all'oblio con troppa fretta e senza alcuna distinzione, oppure affrontati con lo spirito del cacciatore di titoli che gode dell'impunità in un Far West letterario.

La Rosalinda

Innanzitutto, La Rosalinda è bella e divertente.
Più che ad un romanzo nel senso moderno del termine, bisognerebbe pensare a un'opera lirica (ne è stata composta una, in Francia, usando come canovaccio proprio la nostra Rosalinda), oppure a un musical dall'enorme budget e dagli effetti strabilianti, pomposo, epico, melanconico, picaresco quanto basta.

Gli eroi son sempre giovani e belli (qui ahimè anche casti), e gli avvenimenti coprono un'area che va dalla Gran Bretagna al Maghreb al Medio Oriente (terre di infedeli: vien forse in mente qualcosa?) e finalmente l'Europa.

La Rosalinda dal 1650 al 1726 è stata edita ventitrè volte (non male per essere robaccia del 1600 infarcita di retorica e luoghi comuni), ed è l'unico romanzo barocco ad essere sopravvissuto al proprio secolo. Escludiamo dal conto eventuali edizioni pirata (i bootleg non sono nati con i registratori tascabili, ma molto, molto prima...).
Il numero di edizioni e l'importanza presso i contemporanei (ne esistono traduzioni in lingua francese) indicano che questo romanzo è senza ombra di dubbio una delle opere più importanti della narrativa barocca.

E se La Rosalinda, oltre ad essere un'opera di sicuro interesse letterario, fosse anche stata concepita come un ipertesto volto a rappresentare il Creato, un ponderoso catalogo virtuale delle cose notabili del Mondo, non sarebbe anche un poco attuale?

Visto che nelle storie della letteratura italiana più recenti viene a malapena citata, non sarebbe ora di prendersi la briga di leggerla, smettendo finalmente di citarla - spesso a sproposito - per mero dovere di cronaca?

Bernardo Morando, un esempio di schizofrenia letteraria (a posteriori)

Bernardo Morando, classe 1589, a 15 anni viene mandato da Genova a Piacenza per occuparsi dei traffici di famiglia. Non può occuparsi, come vorrebbe, di letteratura a tempo pieno, ma nonostante i molteplici impegni diventa lo scrittore ufficiale di feste e spettacoli teatrali per Odoardo Farnese (1612-1646), ciccione borioso con un'insana passione per la Francia.

Muore Odoardo, con Ranuccio la capitale del ducato viene spostata da Piacenza a Parma, e il Morando non stampa più nulla per quattro anni, dopodiché nel 1650 esce, dopo un insolito silenzio di quattro anni, La Rosalinda.
Non più libretti in versi per feste e spettacoli, ma un romanzo di circa 600 pagine, e l'Autore non è più un ricco mercante, ma un nobile conte. Perché?

Non sarebbe ora di occuparsi seriamente di Bernardo Morando, valutandone l'intera opera (compresi gli aborti che lui nascondeva, ma che a volte riemergono da certi archivi...), di cui il romanzo è la summa?

E non sarebbe anche ora, per il territorio piacentino, di prendersi cura di un cittadino illustre che aveva l'appalto per la riscossione delle imposte sul sale (oggi è roba da ridere, ma allora mica c'erano i frigoriferi...), che dirigeva traffici internazionali, che prestava, a mo' di banca, denaro ai Farnese, che ha scritto una delle opere più importanti del 1600 ...e che ha fatto di tutto per essere fra i protagonisti della vita sociale e culturale di Piacenza e del Ducato?

Sommario della tesi

Bernardo Morando: coordinate di un'ascesa sociale e letterariaV
Notizie biografiche V
Un letterato alla corte farnesianaIX
Nobilitazione romanzescaXVIII
  
Il RomanzoXXII
Dal poema mancato alle strutture del romanzoXXII
La «mirabile Prospettiva»XXXIII
La Storia «proveduta ed ordinata dal Divino volere»XL
Il romanzo come monumentoXLIX
  
Nota al testoLXI
Descrizione dei testiLXI
Usi ortograficiLXIII
Criteri di trascrizioneLXXII
  
LA ROSALINDA1
Alla Serenissima Margarita di Toscana3
L'Autore a chi Legge5
L i b r o P r i m o.9
L i b r o S e c o n d o.47
L i b r o T e r z o.91
L i b r o Q u a r t o.123
L i b r o Q u i n t o.167
L i b r o S e s t o.203
L i b r o S e t t i m o.235
L i b r o O t t a v o.285
L i b r o N o n o.325
L i b r o D e c i m o.365
Indice ed argomento delle Poesie407
Indice delle Lettere Missive407
Indice di cose notabili sparse per l'Opera408
  
Bibliografia

i