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Testo integrale della GNU/General Public License
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Metto a disposizione il testo integrale della GNU/General Public License così come emanato dalla Free Software Foundation, che assicura il permesso d'autore sul software liberamente copiato, modificato e/o ridistribuito, gratuitamente o dietro compenso:
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AVVERTENZE
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- Nel caso in cui si desiderasse utilizzare la licenza GPL per distribuire o ridistribuire software, si deve produrre la versione inglese del documento, l'unica ufficiale, che reca a piè di pagina le indicazioni pratiche su come poterne fare un uso corretto.
La versione italiana qui disponibile non ha alcuna validità al di fuori del facilitare la lettura e la comprensione dei contenuti del testo originale.
Non mi assumo alcuna responsabilità per gli eventuali errori che potrebbero derivare dall'errata interpretazione del testo che ho tradotto in italiano
- Le immagini presenti in questa pagina provengono dal sito ufficiale del progetto GNU, fonte principale delle informazioni qui fornite
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Il free software
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Parlando di software libero si ingenera di frequente un equivoco, probabilmente causato dal fatto che 'free', in inglese, significa sia 'libero' che 'gratuito'. Lo chiariamo subito: il software libero può anche essere gratuito, ma questa decisione spetta all'autore stesso del programma. Il concetto di 'software libero' così come definito dalla licenza GPL non ha nulla a che vedere con l'aspetto economico della libera copia, distribuzione e/o modifica del programma: si limita a tutelare la libera circolazione delle idee nel rispetto degli interessi collettivi e dello sviluppo della conoscenza. Insomma: il software libero può essere commerciale o gratuito, così come il software proprietario; a fare la differenza è la facoltà di copiare, modificare ed eventualmente ridistribuire un programma.
La codifica del concetto di 'software libero' si deve a Richard Stallman, che iniziò nel 1971 a lavorare per il laboratorio di intelligenza artificiale del MIT (Massachussets Institute of Technology), all'interno del quale si scambiavano normalmente i programmi e lo sviluppo delle soluzioni avveniva secondo i principi della massima collaborazione. La situazione cambiò drasticamente negli anni '80, quando la maggior parte del software divenne via via proprietario, impedendo di fatto che i progressi della ricerca venissero sfruttati ed incentivati grazie al lavoro comune.
Nel 1984 nasce il progetto GNU, che è un acronimo per Gnu's Not Unix, ovvero 'Gnu non è Unix', il cui scopo è realizzare un sistema software completo Unix-compatibile ammesso alla libera distribuzione.
Per gestire questa attività, Stallman fonda la Free Software Foundation (FSF), che si occupa di eliminare le restrizioni sulla copia, sulla redistribuzione, sulla comprensione e sulla modifica dei programmi per computer.
La FSF opera promuovendo lo sviluppo e l'uso del software libero in tutte le aree dell'informatica, ma principalmente contribuendo allo sviluppo del sistema operativo GNU (per esempio, uno dei risultati di questo lavoro è il sistema libero GNU/Linux, ottenuto dall'unione del kernel Linux elaborato da Linus Torvalds con il sistema operativo GNU).
La maggior parte dei programmi della FSF hanno il permesso d'autore, ovvero il "Copyleft", che nella misura in cui si assicura a tutti gli utenti l'accesso al codice sorgente per la libera copia, modifica e/o ridistribuzione del software ribalta il concetto di diritto d'autore, o Copyright, che invece rende un software proprietario.
Il Copyleft è definito e garantito dalla General Public License (GPL), emanata dalla Free Software Foundation.
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La General Public License
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L'espressione 'software libero' si riferisce alla libertà dell'utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. La GPL definisce quattro tipi di libertà per gli utenti:
- Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0)
- Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito
- Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2)
- Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito
La libertà di utilizzo così definita non incoraggia affatto la pirateria informatica ma ne supera il concetto, infatti:
- Non si applica ai prodotti già coperti da Copyright, e stabilisce che, in caso di conflitto fra le condizioni definite dalla GPL e qualsiasi altro accordo o licenza che imponga restrizioni alla libera distribuzione del software, questa non possa avvenire affatto
- Prevede che il destinatario di un software sotto licenza GPL trasferisca ai terzi le medesime prerogative di libertà nell'utilizzo, modifica o distribuzione del software stesso
- Non ammette né che un programma GPL possa diventare proprietario, né che un lavoro realizzato mediante collegamento di software proprietario e software GPL possa essere liberamente copiato, modificato e/o distribuito come un tutto unico
- Prevede che al software modificato e ridistribuito venga allegato un documento che riporti data, autore e tipo di ogni modifica apportata
Inoltre, la libertà di utilizzo definita dalla General Public License non eslude affatto la possibilità di guadagnare con il software libero, infatti:
- Non entra nel merito della questione dei costi. L'utente deve semplicemente assicurare la distribuzione gratuita (o dietro rimborso per le sole spese di realizzazione fisica della copia) del codice sorgente di un'applicazione (per poterla studiare e/o modificare), non dell'applicazione intesa come programma o script funzionante, il cui prezzo è fissato da chi lo distribuisce e in ultima analisi dal mercato
- Ogni programma viene distribuito così com'è, senza alcuna garanzia di funzionamento e/o assistenza, e senza alcuna assunzione di responsabilità del fornitore per eventuali perdite di dati o conflitti con altre applicazioni del computer destinatario. Si prevede esplicitamente che l'autore di un programma possa fornire, oltre al software stesso, un servizio di documentazione, garanzia e/o assistenza dietro il pagamento di un compenso
- Tende a ingenerare un equilibrio fra la possibilità del contributo collettivo al miglioramento del software (che in questo caso diventa una risposta a bisogni reali) e le prospettive di guadagno. Per esempio, nessuno mette in dubbio che se i sorgenti di Microsoft Word fossero liberi ne uscirebbe un programma migliore, così come nessuno mette in dubbio che se Bill Gates, invece di guadagnare svariati milioni di dollari al giorno ne guadagnasse un paio al mese, avrebbe difficoltà a sbarcare il lunario
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'Software libero' e 'open source' non sono la stessa cosa
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Bisogna distinguere fra il concetto di 'software libero', che identifica il lavoro della Free Software Foundation all'interno del progetto GNU, e il software 'open source' così come è definito dalla Open Source Initiative, anche se, dal punto di vista strettamente operativo, molto spesso i due approcci alla libera diffusione del software coincidono.
Il lavoro della Free Software Foundation nasce essenzialmente da un assunto di natura etica, che è quello di rendere e mantenere - comunque e dovunque - libera la possibilità di copiare, modificare e/o ridistribuire programmi allo scopo di mettere a disposizione degli utenti i migliori strumenti di lavoro possibili ed assicurarne a tutti l'accesso e l'utilizzo nel senso più esteso del termine.
Il movimento Open Source si basa su una acquisizione pratica, che identifica nella libera distribuzione dei sorgenti una metodologia di sviluppo delle applicazioni. Per l'Open Source il software proprietario è una soluzione di sviluppo non ottimale; per la Free Software Foundation il software proprietario è un problema sociale e culturale: ciò non toglie che queste due scuole di diffusione del software libero operino con modalità molto simili e collaborino in numerosi progetti.
Per fare un esempio, è possibile che una stessa azienda sviluppi una parte di software open source e una parte di software proprietario (come aggiunta ad applicazioni open source, oppure come programmi a sé stanti), contribuendo sì allo sviluppo del software libero, ma distribuendo nella maggior parte dei casi software proprietario.
La questione è anche terminologica. 'Open source' è un'espressione molto meno impegnativa per le realtà aziendali e per il mercato rispetto a 'software libero', perché risponde immediatamente ad una esigenza pratica (realizzare applicazioni nel modo più veloce ed efficace grazie al contributo di una comunità estesa di utenti e sviluppatori) senza affrontare una serie di questioni etiche poco appetibili per l'ambito del business (il software deve essere mantenuto open source essenzialmente per il salvaguardare la libertà di ognuno, a prescindere da qualsiasi altra considerazione).
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Terminologia degli utilizzi
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Software libero
Il software libero è software distribuito in modo che chiunque ne abbia il permesso di uso, copia e distribuzione, in forma modificata o meno, gratis o a pagamento. In particolare, ciò significa che il codice sorgente deve essere disponibile. Il software libero è una questione di libertà, non di prezzo: esistono programmi gratuiti dei quali non viene fornito il codice sorgente, e viceversa. Una delle forme possibili di software libero è il permesso d'autore rilasciato dalla General Public License.
Software open source
Ha più o meno lo stesso significato di 'software libero' ma si basa su un assunto di ordine metodologico e pratico, non etico e sociale.
Software di pubblico dominio
Il software di pubblico dominio non ha copyright, ma non è neanche protetto dal permesso d'autore: nessuno può assicurare che una o più copie o versioni non siano proprietarie, o che un giorno non lo diventeranno.
Software semilibero
Il software semilibero è software non libero, ma che è distribuito col permesso per i privati di essere usato, copiato, distribuito e modificato (incluse le versioni distribuite con modifiche) senza scopo di lucro, mentre ci sono restrizioni per gli utilizzi professionali o commerciali.
Software proprietario
Il software proprietario è software la cui copia, modifica e/o ridistribuzione sono vietate o soggette a vincoli non solo di natura economica.
Freeware
Si tratta di pacchetti software di cui è permessa la copia e/o la ridistribuzione ma non la modifica (e il loro codice sorgente non è disponibile).
Shareware
Si tratta di software per il quale è permessa la ridistribuzione, ma si impone a chiunque continui ad utilizzarne una copia il pagamento di una licenza d'uso.
Software commerciale
Il software commerciale è software sviluppato da un'azienda allo scopo di guadagnare con il suo utilizzo o la sua distribuzione. Si faccia attenzione: gli aggettivi 'commerciale' e 'proprietario' appartengono a due ambiti diversi che non vanno assolutamente confusi. Esiste ovviamente software commerciale che è anche proprietario, ma può esistere software commerciale libero, così come esistono aziende che offrono servizi legati al software libero dietro compenso.
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