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Spazio webmaster


Per fare un sito grande mi serve un computer grande

Niente di più falso: utilizzare un 486 (roba di circa dieci anni fa) per fare pagine web costituirebbe una scelta decisamente estrema, ma tutt'altro che impraticabile.
Per la stragrande maggioranza degli utilizzi lavorativi (manager aziendali, insegnanti, agenti di commercio, medici, commercianti, artigiani, amministrazione, ecc), personali e domestici (fotografia, testi, database, utilizzo scolastico e universitario, gestione bilancio familiare, ecc) qualsiasi PC di fascia minima attualmente sul mercato garantisce prestazioni enormemente superiori al necessario: è un po' come se la maggior parte delle persone utilizzasse una Ferrari per andare a fare la spesa dal bottegaio sotto casa.

Se non avete problemi di budget, acquistare un PC estremamente performante è comunque una soddisfazione, ma sia chiaro che, esclusi alcuni utilizzi estremamente specifici (studi grafici, elaborazione professionale di filmati e pochi altri), si tratta di uno sfizio e non di una necessità. Se non siete di questo parere, vuol dire che il settore marketing dei produttori di hardware e software ha lavorato molto bene nel far credere alla gente che un PC con processore a 1 GHz di potenza e disco rigido di 30 Mb (per esagerare) non possa fare qualsiasi cosa.
Prima di acquistare informatevi bene; se non avete né tempo né voglia, fatevi consigliare da un amico o collega competente, e in ogni caso suggerisco di rivolgervi a punti vendita in cui è possibile assemblare il PC scegliendo le diverse componenti a seconda delle vostre specifiche esigenze, o almeno poter scegliere fra una vasta gamma di configurazioni standard.

Volendo ottimizzare l'investimento, consiglio di risparmiare sull'acquisto della macchina (considerate anche l'usato!) e di destinare qualche risorsa in più ad un buon monitor con risoluzione che, al minimo sindacabile, non deve essere inferiore a 1024x768 px; ecco il perché.
Primo: pagine internet di tipo ed utilizzo standard per raggiungere la maggior parte dell'utenza devono adattarsi (cioè mantenere leggibilità e gradevolezza del design) almeno a due tipi di risoluzione, 800x600 e 1024x768.
Secondo: quando lavorate a una pagina web non avrete mai un'unica finestra aperta (al minimo tre: esplora risorse, editor di testi, browser per provare la pagina): più estesa l'area a disposizione, più agevole il lavoro.
Terzo: gli elementi grafici di una pagina sono di dimensioni molto ridotte, e a volte capita di dover lavorare sul singolo pixel ingrandendo l'immagine. Ora: a parità di ingrandimento, maggiore è la porzione di immagine che si riesce a visualizzare, più agevole sarà il lavoro.
Quarto: un buon monitor vi rimarrà anche se e quando deciderete di cambiare computer.

No agli editor WYSIWYG

In genere, per chi vuole imparare a fare pagine internet, sulle prime sembra essere più produttivo utilizzare un editor grafico come Microsoft FrontPage (WYSIWYG = 'what you see is what you get': si imposta la pagina con il mouse e le maschere di immissione dell'interfaccia grafica lasciando all'applicazione il compito di scrivere il codice) piuttosto che uno testuale, in cui siamo noi a dover digitare le istruzioni.
Non è così per una serie di motivi.

Se volete imparare a fare pagine con un po' di testo e un paio di immagini va bene anche FrontPage; se volete imparare a fare pagine internet lasciate perdere robaccia simile. Le rotelle fanno stare in equilibrio ed evitano al principiante di sbattere il muso per terra, ma per imparare ad andare in bicicletta bisogna toglierle!

Gli editor grafici hanno due tipi di costi: in primo luogo, spesso sono "protetti" dal diritto d'autore, e quindi per il loro utilizzo bisogna (o bisognerebbe) spendere del denaro; in secondo luogo si tratta di software complessi, che nella maggior parte dei casi utilizzano molte risorse del vostro computer.
In un paio di settimane vi accorgerete di aver speso dei soldi (o aver infranto le leggi) per un aggeggio inutile e ingombrante.

Ogni editor grafico crea il codice aggiungendo informazioni aggiuntive che, assolutamente superflue al corretto funzionamento della pagina, hanno il solo effetto di rallentarne la visualizzazione, sia al browser che a voi: capita molto spesso di dover allestire pagine ricche di informazioni, con architettura e funzioni complesse, dove per intervenire su un minimo particolare bisogna agire direttamente sul codice; più è semplice e lineare, meglio è.

Un metodo irrinunciabile di apprendimento e una occasione molto fruttuosa di crescita consiste, dove possibile, nell'analisi del codice di quelle pagine che, navigando, vi hanno maggiormente colpito. Insisto nel sostenere che affidandovi a FrontPage e a roba del tipo: "Come fare pagine internet in 24 ore con FrontPage" non ci riuscirete mai.
È molto più facile far passare un cammello per la cruna di un ago che fare pagine internet senza conoscere l'HTML.

Non sono così massimalista da pensare che il Notepad di Windows sia il migliore degli editor possibili.
Ne potete trovare gratuitamente di tutti i tipi (si veda la sezione risorse e guide di questo sito), con ogni tipo di funzione (differenziazione cromatica degli elementi del codice, automatismi per le immagini rollover, compilare le tabelle o inserire i collegamenti, librerie di script, modelli, 'trova' e 'sostituisci' su più file, eccetera).

Prendetevi cura del vostro codice

Per chi fa pagine web, avere un codice ordinato e coerente non è né un inutile vezzo né un precetto imposto ai virtuosi da una qualsivoglia morale, ma una norma igienica essenziare per non scialare tempo, denaro ed energie nervose.

Verba volant, scripta manent. Sovente bisogna tornare su una pagina pubblicata parecchi mesi prima per apportare modifiche: usate tutti quegli accorgimenti che vi sembrano utili a farne capire la struttura, in modo tale da individuare in breve tempo il punto nel quale intervenire.
Usate i commenti, che in molti editor testuali sono evidenziati e quindi immediatamente visibili, usate il rientro per indentare le righe a seconda del livello di annidamento.

Quando scrivete il codice, immaginate di avere un collega al quale dovrete passare la pagina per completare il lavoro (i vostri colleghi mi ringrazieranno per questo): è un esercizio mentale tutt'altro che futile, perché a distanza di mesi vi renderete conto che alcune pagine sembrano davvero scritte da un estraneo!!!

Essere criptici nell'organizzare i tag allo scopo di proteggere la vostra pagina da occhi indiscreti è una delle più grosse baggianate che si possano concepire: l'unico scopo che otterrete è quello di trovarvi un bel giorno a perdere tempo su un codice perché all'atto della scrittura avevate pensato che a qualcuno gliene fregasse qualcosa. Una bella botta per il vostro ego, ma questa è la dura realtà.

Siate il più possibile coerenti per quanto riguarda le spaziature, gli a capo e l'uso delle minuscole o maiuscole: copiate e incollate quante più porzioni di codice potete. Questo faciliterà enormemente, in futuro, la modifica di elementi ricorrenti in più pagine con la funzione testuale 'trova' 'sostituisci'.
Credetemi: un giorno mi ringrazierete per questo consiglio.

Web design e web usability

Se il vostro sito internet è destinato ad un gruppo di utenti ben definito, con schermi, PC e browser sostanzialmente dello stesso tipo, in cui ciascun utente dispone di una connessione ADSL, e se quello che fate non è per lavoro ma per dare libero sfogo alla vostra creatività, non dovete porvi alcun problema. Altrimenti sì.

Nella maggior parte dei casi, le pagine devono possedere due requisiti: velocità e chiarezza. Velocità perché il limite entro il quale un utente rimane concentrato e non inizia a pensare ai fatti suoi è di circa 10 secondi; varcata questa soglia, vi sarà molto difficile vendergli un detersivo o convincerlo dell'esistenza di Dio: una vignetta, per quanto buffa, non fa ridere se impiega troppo tempo per comparire sul monitor.
Chiarezza perché l'utente deve dedicare la propria attenzione ai contenuti, non al modo di visualizzarli: deve essere impegnato a capire perché la vostra azienda offra servizi migliori dei concorrenti, non come andare da pagina 1 a pagina 2.

Dove possibile, evitate di progettare pagine di dimensioni fisse ed utilizzate per i diversi elementi i valori in percentuale, in modo da permettere alle vostre schermate di adattarsi a monitor con risoluzione e dimensioni differenti. Non è vero che l'evoluzione della tecnologia porta ad aumentare la diffusione di monitor di dimensioni sempre maggiori, semmai il contrario: è bene tenere presente che internet è già un po' utilizzato sui telefonini, verrà usato in auto, dagli elettrodomestici, eccetera.
Difficile pensare ad un monitor con risoluzione di 1024x768 px per il cruscotto di un'automobile.

Il design di una pagina web deve per forza sottostare a criteri di usabilità che vengono imposti dal mezzo stesso: meno l'utente percepisce questa imposizione, più il lavoro è riuscito. A volte è difficile conciliare gradevolezza ed efficacia; nel dubbio è meglio privilegiare la seconda, perché la chiarezza delle informazioni, anche se non sufficiente, è comunque una condizione necessaria affinché l'utente possa accedere ai contenuti del vostro sito.
E poi, non credete anche voi che la chiarezza possieda un'intima eleganza?

L'utente ha sempre ragione

Il vostro sito internet non deve essere fatto in funzione dell'azienda che vuole promuovere o in funzione della vostra grande abilità nel padroneggiare molteplici linguaggi di scripting e di animazione. Al centro, deve esserci sempre l'utente: è lui che deciderà se comprare o meno, se votare per voi o per l'avversario, se abboccare o meno all'acquisto del bungalow in multiproprietà in una località esotica che non esiste. Avete migliaia di concorrenti che sono vostri vicini di clic.

È buona norma, se non ci sono motivi particolari per farlo, evitare i percorsi obbligati nella navigazione del sito. Lasciate sempre la possibiltà di percorrere più strade, fate sentire l'utente libero di consultare agevolmente anche gli angoli più riposti dei pixel occupati dalle vostre pagine: è abituato, nella gestione quotidiana del proprio PC, ad operare scelte personali; fate di tutto per conservagli l'illusione di poterlo fare anche sul vostro sito.

Tutti i browser hanno pulsanti che permettono di chiudere una finestra, andare indietro, avanti. Ebbene, quando progettate la struttura del sito, fate conto che non esistano: se fate aprire al'utente una nuova finestra (di approfondimento, un modulo, eccetera), inserite sempre nella pagina un elemento su cui cliccare per chiuderla. Se prevedete che ad un certo punto l'utente debba tornare indietro, mettere l'apposito tasto nella vostra pagina. Credetemi, non è pleonastico: l'utente, anche se sceglierà di utilizzare il tasto del browser, percepirà da subito che al momento della progettazione del sito avete pensato alle sue esigenze, a tutto vantaggio della credibilità del vostro sito.

Non tutte le pagine sono uguali, e non tutti i clic hanno lo stesso peso. Non è la stessa cosa cliccare per andare da pagina 1 a pagina 2 o cliccare per inviare i dati della propria carta di credito: in tutti i casi in cui l'utente invia dati sensibili, o attiva un automatismo che viene percepito come tale (es. report di un motore di ricerca, ricezione password via mail dopo la registrazione, ecc.), ha bisogno prima di tutto di sapere che diavolo sta succedendo, cosa accadrà facendo clic su 'INVIA', e se l'operazione è andata a buon fine.

Fate testare le vostre pagine interattive a un amico o un collega che naviga abitualmente in internet, ma non ha la più pallida idea di che cosa ci sia dietro: è il modo migliore per mettere alla prova la robustezza delle vostre pagine, e vedere come si comportano in caso di clic sbagliato, di dati incompleti, eccetera.
Sia chiaro: è possibile farlo anche da soli, ma non si è mai abbastanza severi con sé stessi.

Nessuna preclusione per i piatti pronti

Non abbiate remore nell'utilizzare script fatti da altri e messi a disposizione in rete. È del tutto inutile inventare di nuovo la ruota e ripercorrere dall'inizio l'iter di tentativi ed errori che l'umanità ha dovuto compiere per giungere a questa importante acquisizione.

È molto improbabile che voi possiate copiare ed incollare uno script precotto nella vostra pagina ed utilizzarlo così com'è: adattare una funzione alle proprie esigenze, personalizzare il funzionamento di uno script fatto da altri è un'operazione che aiuta moltissimo l'apprendimento.
Anche modificare il colore dello sfondo di un menu a comparsa trovato in una raccolta di script è programmare.

Rinunciare ad utilizzare un elemento solo perché non avete capito dall'a alla z come funziona lo script non è indice né di onestà né di coerenza: è semplicemente far pagare all'utente lo scotto della vostra impreparazione.
Vi accadrà di capire come funziona uno script dopo molti mesi di utilizzo, e sarà una bella soddisfazione, ma all'utente importa molto poco sia dello script sia delle vostre soddisfazioni personali: vuole semplicemente accedere alle informazioni nel modo più efficace possibile.

Ogni programmatore preferisce utilizzare determinate funzioni piuttosto di altre: abbiate cura di crearvi un archivio degli script ai quali ricorrete più spesso, o un repertorio di GIF animate al quale attingere. Il singolo elemento potrà anche non essere farina del vostro sacco, la scelta di utilizzarne uno piuttosto che un altro invece sì: lo stile non è nelle cose, ma nelle preferenze che noi alle cose accordiamo.